Come fare per


3.4.08 - Autorizzazioni del Giudice Tutelare e del Tribunale relative a persone incapaci di agire
Scheda aggiornata al 18/05/2015
Cos’è

Il tutore (o il curatore o l’amministratore di sostegno) deve chiedere l’autorizzazione al Giudice Tutelare per tutti gli atti di straordinaria amministrazione da compiere, quali ad esempio:

  • l’accettazione o la rinuncia all’eredità;
  • l’accettazione di donazioni;
  • la stipula di contratti di locazione di immobili di durata superiore ai nove anni;
  • promuovere giudizi;
  • riscuotere capitali;
  • effettuare investimenti finanziari;

È invece necessaria l’autorizzazione del Tribunale in composizione collegiale per alcuni particolari atti di straordinaria amministrazione, quali ad esempio:

  • vendite;
  • costituire pegni o ipoteche;
  • procedere a divisioni;
  • transazioni.
Chi può richiederloIl tutore (o il curatore o l’amministratore di sostegno), eventualmente con l’assistenza di un Avvocato in relazione alla complessità dell’atto di straordinaria amministrazione da compiere.
Dove si richiedeCancelleria Volontaria Giurisdizione
Come si richiede e documenti necessariI ricorsi ex artt. 372, 373 e 374 c.c. (autorizzazioni del Giudice Tutelare) e i ricorsi ex art. 375 c.c. (autorizzazione del Tribunale) devono essere presentati presso la Cancelleria Volontaria Giurisdizione del Tribunale di Marsala (o della sezione distaccata presso il quale risulta aperta la tutela (o la curatela o l’amministrazione di sostegno). 

Il richiedente deve presentare presso la Cancelleria del Giudice Tutelare un ricorso debitamente compilato e motivato, corredato della necessaria documentazione giustificativa (ad.es. l’offerta della banca relativa all’investimento proposto, la bozza del contratto da stipulare, i preventivi della spesa da autorizzare ecc.).
Costi
  • Esente da Contributo Unificato
  • È invece soggetto al pagamento:
  1. della marca da bollo da € 27,00 per diritti forfettari di notifica (art. 30 D.P.R. 115/02);
  2. dei Diritti di Copia e di certificato previsti dall’art. 40 D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (T.U. in materia di spese di giustizia).