Come fare per


3.2.06 - Apposizione dei sigilli su beni ereditati
Scheda aggiornata al 18/05/2015
Cos’è

L’apposizione dei sigilli è una procedura di natura cautelare e provvisoria, che può essere richiesta, al momento del decesso di una persona, per identificare e conservare i beni facenti parte di un patrimonio, in vista dell’eventuale futuro riconoscimento e della salvaguardia dell’interesse di tutti coloro che vantano diritti legati all’eredità.

I beni dell’asse ereditario possono essere salvaguardarti tramite l’apposizione dei sigilli quando:

  • restano incustoditi dopo il decesso di una persona;
  • sono in possesso di persone estranee alla successione o solo di alcuni degli eredi aventi diritto.

Successivamente, con la procedura di rimozione vengono tolti i sigilli presenti sui beni ereditati, a patto che siano trascorsi almeno 3 giorni dalla loro apposizione. In casi eccezionali il Giudice può comunque anticipare la rimozione con decreto motivato.

È possibile fare opposizione alla rimozione dei sigilli, attraverso un ricorso al Giudice o inserendo una dichiarazione nel processo verbale di apposizione. Il Giudice provvederà con ordinanza non impugnabile.

Chi può richiederlo

È una richiesta che può essere fatta da:

  • l’esecutore testamentario;
  • gli eredi;
  • i creditori;
  • chi coabitava col defunto;
  • chi al momento della morte della persona era addetta al suo servizio;
  • il Pubblico Ministero (d’ufficio, ex art. 754 cod. proc. civ.).
Dove si richiedeCancelleria Volontaria Giurisdizione
Come si richiede e documenti necessari

Deve essere depositata l’istanza presso il Tribunale del luogo dell’ultimo domicilio del defunto, allegando:

  • il certificato di morte in carta libera;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (fatta in Comune), dalla quale risulti chi sono i chiamati alla successione;
  • la copia conforme del testamento (se esistente) in bollo.

Nei Comuni in cui non ha sede il Tribunale, i sigilli possono essere apposti, in caso d’urgenza, dal Giudice di Pace.

Il Tribunale si pronuncia con un decreto che dispone l’apposizione dei sigilli sui beni. All’apposizione dei sigilli procede un funzionario nominato dal Tribunale.

Se le porte sono chiuse o si incontrano ostacoli all’apposizione dei sigilli o sorgono altre difficoltà, tanto prima quanto durante l’apposizione, il Giudice può ordinare l’apertura delle porte e dare gli altri provvedimenti opportuni.

Delle cose che possono deteriorarsi, il Giudice può ordinare con decreto la vendita immediata, incaricando un commissionario. Per la conservazione dei beni sigillati il Giudice nomina un custode. Dopo almeno tre giorni dall'apposizione dei sigilli se ne può richiedere la rimozione. Per il verbale di rimozione dei sigilli e le modalità di presentazione dell’istanza si segue la stessa procedura del verbale di apposizione (stessi documenti da allegare, stesso Tribunale). Dopo la decisione del Giudice, un ufficiale nominato si occuperà della rimozione dei sigilli, a meno che l’inventario non sia necessario (in quel caso a occuparsene sarà il cancelliere del Tribunale, o il cancelliere del Giudice di Pace laddove il Comune in questione non sia sede di Tribunale).

Costi

I costi per la domanda di apposizione di sigilli sono gli stessi della domanda di rimozione:

  • Contributo Unificato di € 98,00;
  • Marca da bollo di € 27,00 per diritti forfettari di notifica;
  • Imposta di registro di € 200,00 per la registrazione, da versare presso l’istituto bancario o ufficio postale con Mod. F23. Se, oltre alla rimozione dei sigilli si richiede la redazione dell’inventario la tassa di registrazione € 200,00 è unica (verbale di rimozione e inventario);
  • Compenso per il custode di € 2,58 al giorno per ogni giorno di custodia (tariffa determinata per consuetudine) dalla data di apposizione a quella di rimozione.